Calligrafia urbana: workshop con Luca Barcellona

Posted by on Apr 21, 2014 in Blog
Calligrafia urbana: workshop con Luca Barcellona

Era all’incirca il 1995/1996, periodo in cui i miei occhi, adolescenti e spavaldi, venivano rapiti in maniera sempre più morbosa, da delle strane scritte fatte con le bombolette spray che vedevo sparse in giro.
Ho iniziato a comprendere un po’ meglio che cosa fossero durante i primi anni delle superiori, anni in cui mi fermavo a fissare i vagoni fermi mentre aspettavo il treno per andare a scuola e le prime murate che facevano capolino nel primo hall of fame della città.
All’epoca non c’era tutta la disponibilità di reperire informazioni come ora, specie in un paesino di provincia del Veneto, ma l’innamoramento fu tale da scoprire e capire quello che c’era da capire e nel ’96 ho iniziato ufficialmente ad immergermi nel mondo del writing o, come va di moda dire ora, dei graffiti, per intenderci.
Pomeriggi interi trascorsi a dipingere, a petto nudo sotto il sole di agosto e bardati fino agli occhi e coi guanti di lana tagliati, d’inverno.
Le cose che potrei raccontare di quei momenti sono bellissime ed infinite, ma non sarebbero coerenti con il “topic”, per cui imbavaglio la malinconia e la faccio breve. 🙂
Già a quell’età la mia città mi stava stretta, avevo fame di esplorare, di imparare di più e di urlare a squarciagola che anche io esistevo perciò ho cominciato a girare un po’ qua e la, a conoscere persone e situazioni nuove in altre regioni d’Italia e a studiare le prime riviste che trattavano writing e Hip Hop, e sempre in quegli anni, ho iniziato a fare rap e ad acquistare i primi demo in cassetta per farmi una cultura sugli stili che avevano nella altre città d’Italia.
C’erano alcuni writer che mi piacevano davvero un casino; fra i vari, un certo “Bean” di Milano che guarda caso faceva anche molto bene il rap con il nome di “Lord Bean”. Un valore aggiunto, due cose in comune, un’ottima fonte d’ispirazione.
Passano gli anni, continuo a fare e a tenermi aggiornato su cosa/chi mi piace e noto che Bean fa dei pezzi sempre più particolari per il mood italiano a cui ero abituato e rimango affascinato anche dall’approccio sempre più “calligrafico”. Quella roba aveva quel gusto urbano di sempre ma con un tocco di raffinato, che in qualche modo mi ha aperto la mente.
In quel periodo inizio a fare i primi passi con la grafica e realizzo, con un mio vecchio compagno di “sbombolettate”, (anche lui grafico e genio di Flash), una rivista in cd-rom. Coinvolgiamo diversi artisti sparsi ovunque tra cui Bean, che ci invia delle foto e dei bozzetti che apprezziamo particolarmente.

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Ma che cosa c’entra tutta questa chilometrica premessa con l’oggetto dell’articolo?
C’entra eccome perchè in questi giorni ho avuto il piacere di prendere parte ad un workshop a numero chiuso di calligrafia urbana, nella cornice insuperabile di FAN, Navigli Acqua Festival, a bordo di una chiatta galleggiante appositamente allestita, qui a Milano.
E sai chi è stato il nostro insegnante in queste quattro splendide giornate? Luca Barcellona, cioè Bean! 😀
Luca ora è un artista della lettera a 360 gradi, uno dei più conosciuti calligrafi italiani, tiene lezioni e conferenze in giro per il mondo ed è socio di Lazy Dog, casa editrice con la quale è uscito anche il suo primo libro monografico che raccoglie i lavori degli ultimi dieci anni: Take your pleasure seriously

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Una decina di partecipanti, di età differenti, attenti e diligenti, il contrario dei miei vecchi compagni di classe delle superiori! 😀
Devo dire che questo incontro mi è servito molto, non tanto per imparare a scrivere meglio, (perché ci vuole tempo e molta dedizione), ma a farmi riflettere su alcuni aspetti della mia vita, del mio carattere, con annesso tuffo carpiato con avvitamento nel passato.
Mi sono reso conto innanzitutto, che “la Gaia”, la mia professoressa preferita dell’istituto d’arte, ha sempre avuto ragione nel ricordarmi, per circa dieci anni, quanto sia stato stupido a non frequentare dei corsi di calligrafia. 🙂 So di aver reso felice un po’ anche lei… Meglio tardi che mai, giusto? 😀
È stato utile anche per demolire in mille pezzettini il mio cazzutissimo ego. Quando sei per molti anni “il più bravo” (non parlo di calligrafia) fra le persone e le situazioni che hai intorno e ad un certo punto arriva qualcuno che “SBAM”, ti mostra qualcosa di sublime, che hai sempre sognato di fare e dentro di te pensi: “Minchia, questo sta anni luce davanti a me, non ce la farò mai a raggiungere un livello del genere”: è una figata. E’ il confronto che sognavi da tempo, che ti fa sentire la peggiore delle merde per un po’ ma che poi ti fa riassaporare il gusto dell’adrenalina e la voglia di rimboccarti le maniche e ributtarti anima e corpo in una direzione nuova, che cercavi da tempo, ma che intravedevi poco nitida in lontananza.
Mi si è riacceso il fuoco della passione. Mi sono rivisto da sbarbato, rapito da qualcosa di nuovo che non conoscevo e non capivo nemmeno ma che mi rapiva in tutti i sensi, con quella voce interiore che urlava: “Devi farlo anche tu, questa è la roba che devi fare!”
Ho trovato molte similitudini fra le esperienze di Luca e le mie, ovviamente a livelli differenti. Questo, da un lato, mi ha rassicurato sul fatto che ho scelto bene inseguendo i miei istinti di passione, anche quando tutti mi dicevano che stavo buttando via il mio tempo.
Non che avessi bisogno di rassicurazioni particolari, però è bello notare come alcuni “cerchi si chiudano”. Quando insegui quello che vuoi fare non sai dove ti porterà, se sarà un bene o si rivelerà una catastrofe, ci vuole anche un po’ di follia nell’essere quello che si è. Poi nel tempo, si verificano strane coincidenze, hai delle conferme, delle soddisfazioni, quindi capisci che sei sulla strada giusta. Quando poi hai dei confronti umani, con persone più esperte e capaci, riesci un po’ a cogliere quale dovrà essere lo step successivo; Ironicamente, le persone giuste possono farti vedere il tuo futuro.
Dulcis in fundo, ho messo maggiormente a fuoco che, la calligrafia, non è soltanto avere buona manualità ma è quasi una filosofia di vita (secondo mia interpretazione personale).
La tanto “odiata” disciplina. Tutto ha un senso, esistono delle regole, con le quali ti devi scontrare per poi farle tue in un certo qual modo. Quello che fai, riflette chi sei, nella scrittura decidi cosa vuoi fare, come nella vita decidi chi vuoi essere. Nulla è affidato al caso, o quasi.
Forse non diventerò mai un calligrafo professionista, magari domani smetterò di fare illustrazioni e grafica e aprirò un fast food per vegetariani oppure diventerò un attore famoso di fiction sui carabinieri. 🙂
Ad ogni modo tutte queste nozioni e riflessioni mi serviranno, perciò mi ritengo più che soddisfatto!

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Dimenticavo… Ho rispolverato il piccolo fan che c’è in me, e “mi sono fatto fare l’autografo”! 🙂
Ogni tanto fa bene lasciarsi andare e non prendersi troppo sul serio. Se ne vale la pena.
Ora andrò a dormire, credo d’aver fatto sufficienti errori di battitura. 😀
Pace.

(PS: Grazie Daf)

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